Il team di Teachally si presenta agli insegnanti con una serie di foto profilo in stile comics, decisamente accattivanti. Ma la cosa che sicuramente sarà più apprezzata dagli insegnanti è il supporto che questa piattaforma promette di dare per l’inclusione.
Questa azienda con sede nella zona di Seattle offre prodotti di “school management” che sembrano l’equivalente statunitense dei nostri registri elettronico, ma integrano anche modelli di pianificazione delle lezioni e strumenti per l’inclusione basati sul supporto di intelligenza artificiale.
Quindi non solo compiti, ma anche la possibilità di differenziare per obiettivi e tradurre agevolmente.
Questo almeno è quanto promette il loro sito. Nei prossimi giorni mi registrerò e vi racconterò meglio se le aspettative vengono soddisfatte…
Mentre il mondo è ormai pervaso da moltissime applicazioni di AI, a partire dai notissimi ChatGPT, Gemini e altri LLM, la scuola italiana rivela atteggiamenti contraddittori, come sempre accade, purtroppo, nei confronti delle novità.
Il complesso del corpo docenti sembra un po’ “sonnecchiare” (cito e citerò indirettamente più volte in questo post il dirigente scolastico Antonio Fini, di cui condivido totalmente il pensiero in merito), quasi la questione non fosse rilevante o comunque si potesse far finta di niente. Fanno naturalmente eccezione i tenaci innovatori, presenti in numero ridotto nelle singole istituzioni scolastiche, spesso dipinti come visionari o “originali”.
Al contrario, sono frequentissime per le scuole le proposte di corsi erogati da parte dei più vari enti di formazione, spesso più orientati a una divulgazione teorica e di base, piuttosto che alla promozione effettiva di buone pratiche, che sfrutti l’abbondanza di finanziamenti PNRR che perdurerà nel prossimo anno scolastico.
Per sensibilizzare TUTTO il popolo della scuola, o almeno una percentuale abbastanza significativa da incidere realmente sulla formazione dei nostri ragazzi, occorre prima di tutto una capillare informazione, magari corredata già con casi d’uso e modelli operativi. Serve un orientamento pratico e pragmatico, nutrito di basi pedagogiche e di supporto tecnologico.
Un contributo fondamentale è stato pubblicato qualche tempo fa(e spero che abbiate già avuto occasione di esaminarlo): dobbiamo ringraziare la Rete Di Scuole Fvg, che ha appena redatto un ampio documento, generato “dal basso”, frutto del lavoro di 55 scuole del Friuli Venezia-Giulia, con il supporto di esperti del settore.
“Costruire il futuro – Linee guida sull’utilizzo dell’IA in ambito scolastico”, è un’ottima e completa guida, con una parte di sfondo tecnico-culturale e un ampio apparato pratico.
L’e-book merita veramente una lettura attenta, ma soprattutto merita di essere analizzato e provato come una guida attiva, un supporto alla progettazione di esperienze e laboratori didattici, sia per i docenti, sia per gli studenti.
Contiene, infatti, delle schede che trovo veramente “ispiratrici”, oltre a una ricca bibliografia che raccomanderei a tutti di valutare almeno in parte per le letture estive.
Meritano inoltre di essere evidenziati alcuni punti forti dell’e-book e del progetto da cui è nato. In primo luogo, la riflessione sulla collaborazione tra istituzioni scolastiche, che è fondamentale per sviluppare risorse comuni e condivisibili. L’unione degli sforzi permette di creare un ambiente più ricco e supportivo per l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale Generativa (IAg) nel contesto educativo. Questa collaborazione non solo facilita la condivisione delle migliori pratiche, ma consente anche di affrontare collettivamente le sfide legate all’implementazione di nuove tecnologie. In parallelo, la necessità di una formazione continua per il personale scolastico è imprescindibile. Gli insegnanti devono essere costantemente aggiornati sulle ultime evoluzioni nel campo dell’IAg per poter incorporare efficacemente queste tecnologie nei loro metodi didattici. Una formazione continua garantisce che il corpo docente sia ben equipaggiato per affrontare le sfide e sfruttare le opportunità offerte dall’IAg, migliorando così la qualità dell’insegnamento.
L’IAg offre nuove opportunità per migliorare l’efficacia dell’insegnamento e promuovere la creatività e l’innovazione tra gli studenti. Tuttavia, l’adozione di queste tecnologie non è priva di sfide. Tra le principali preoccupazioni vi sono le questioni etiche, la privacy degli studenti e la necessità di evitare bias algoritmici. È essenziale che le scuole affrontino queste sfide in modo proattivo per garantire un uso etico e responsabile dell’IAg. Per integrare efficacemente l’IAg nei programmi di studio,inoltre, è fondamentale che gli studenti acquisiscano competenze sia pratiche che teoriche sull’uso di queste tecnologie. Un monitoraggio costante delle pratiche didattiche è cruciale per valutare l’efficacia delle tecnologie IA e apportare miglioramenti continui. Questo approccio assicura che l’IAg non solo venga adottata, ma anche utilizzata nel modo più efficace e benefico possibile.
L’adozione dell’IA nelle scuole può preparare meglio gli studenti per il futuro mercato del lavoro, dove tali competenze saranno sempre più richieste. Inoltre, come abbiamo già visto in alcuni dei post precedenti, l’IA può essere utilizzata per personalizzare l’apprendimento, fornendo supporto individuale agli studenti e migliorando la loro esperienza educativa complessiva. Tuttavia, e il testo lo ribadisce con forza, l’uso dell’IA deve essere guidato da un forte senso di responsabilità etica, garantendo che l’adozione di queste tecnologie avvenga nel rispetto della privacy e della dignità degli studenti. La trasparenza nel funzionamento degli algoritmi e l’equità nelle valutazioni sono fondamentali per un utilizzo corretto e giusto dell’IA.
In conclusione, il documento sottolinea che le linee guida sull’uso dell’IA nelle scuole sono un work in progress, data la rapida evoluzione di queste tecnologie. Viene quindi invitato tutto il personale scolastico a impegnarsi nella promozione dell’utilizzo delle linee guida e a condividere esperienze e buone pratiche per favorire una crescita collettiva e responsabile. Questo approccio collaborativo e progressivo è essenziale per garantire che l’integrazione dell’IA nelle scuole avvenga in modo efficace, etico e sostenibile.
Come spunto di riflessione ulteriore, riporto di seguito un estratto con la mappa delle parole chiave individuate nell’e-book.
Vi invito a osservare la scelta dei termini, ma anche il loro ordinamento: se c’è qualcosa che vi sembra meriti attenzione o che non vi è chiaro, potete segnalarmelo e mi impegno a ritornare sull’argomento al più presto!
Grazie alla collaborazione della collega Agnese Cantù, che mi ha fornito una sua presentazione in formato pdf sulla Globalizzazione e Agenda2030, ho potuto fare un test con materiali non creati da me (sui quali avrei potuto essere condizionata nella valutazione delle risposte).
Ho scelto come lingua l’italiano, lingua in cui è redatta la presentazione, che per completezza vi allego qui:
In una colonna immediatamente comparsa a destra Shepherd mi dice di cosa ho bisogno per capire il documento e mi consiglia alcune discussioni di approfondimento:
Per comprendere pienamente questo documento è necessario conoscere alcuni concetti fondamentali, tra cui:
L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: è un programma d’azione globale adottato dall’ONU nel settembre 2015 che si prefigge di raggiungere 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) attraverso 169 target specifici entro il 2030.
Globalizzazione: il fenomeno che porta all’integrazione economica, sociale e culturale tra le diverse aree del mondo, con effetti sia positivi che negativi sulle economie locali e globali, divari sociali, ambiente e cultura.
Disuguaglianze: il documento tocca il tema delle disuguaglianze sia economiche che di genere, evidenziando come esse si manifestano sia a livello globale che all’interno dei singoli paesi.
Risorse idriche: affronta il problema della distribuzione e della gestione delle risorse idriche e dell’igiene sanitaria, sottolineando le disparità nel consumo tra le regioni più povere e quelle più ricche del mondo.
Discussioni consigliate:
Come la globalizzazione ha influenzato la distribuzione della ricchezza e il divario tra ricchi e poveri a livello mondiale?
Quali sono i principali obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e come questi mirano a risolvere i problemi di disuguaglianza e risorse idriche?
In che modo le politiche e le azioni attuate dai governi e dalle organizzazioni internazionali possono incoraggiare lo sviluppo sostenibile e l’equità sociale?
Intanto posso scorrere nella colonna centrale la miniatura di tutta la presentazione. Poi potrei chiedergli di generarmi un riassunto, ma questa richiesta in realtà non è stata soddisfatta, perché il sistema si è bloccato in tutti e tre i tentativi che ho fatto di attivarlo. Allora ho provato a richiedere la generazione di flashcard, in lingua italiana, per studenti junior di una high school, con livello di difficoltà medio, per fare una pratica rapida in 15 domande. Queste sono state, ovviamente, le mia scelte tra le opzioni disponibili. Shepherd questa volta ha subito iniziato a crearle, dicendomi di attendere brevemente per avere il risultato dell’elaborazione.
Dopo una breve attesa mi ha proposto la domanda e la risposta di ciascuna carta, da approvare singolarmente in sequenza. Questa l’interfaccia che si visualizza alla fine del processo, per procedere allo studio delle carte:
Quando si giunge al termine del set, visualizza un messaggio di congratulazioni con le statistiche. Queste flashcards hanno funzione unicamente di supporto allo studio e monitoraggio personale: non sono strumenti di autocorrezione con addestramento assistito dal computer in senso proprio, in quanto richiedono comunque in chi le utilizza una certa consapevolezza nell’affrontare l’argomento, la volontà di rispondere onestamente e autovalutarsi in autonomia.
Possiamo impostare un timer per rendere più “sfidante” lo studio e se ci piace la grafica con la carta che si gira possiamo avere anche quella invece della formulazione domanda/risposta.
Il sistema è sicuramente perfettibile, ma mi pare molto interessante questa possibilità di creare in autonomia i quiz a partire da una dispensa pdf.
Penso che per uno studente possa costituire un interessante stimolo a gestire con maggiore autonomia e consapevolezza i materiali di studio.
Vi avevo promesso ulteriori informazioni su come funziona la piattaforma Shepherd, che nello scorso post vi avevo presentato sinteticamente.
Eccomi a voi con quanto sono riuscita a sperimentare personalmente.
L’iscrizione come tutor richiede la carta d’identità e, benché abbia inviato tutto già dalla scorsa settimana, il mio profilo non risulta ancora abilitato. Quindi su questo versante ci sarà da attendere.
Mi è stato invece prontamente abilitato, senza altra verifica che un codice tramite email, il profilo da studente.
Al primo accesso si visualizza un tutorial che dà il benvenuto e invita alla sottoscrizione
Cliccando su “continua” si percorre tutto il tutorial introduttivo, che spiega come dei propri appunti in formato digitale possano essere, non solo classificati e organizzati, ma anche trasformati in un sistema con cui conversare oppure in set di flash cards. Si presenta inoltre un sistema di AI Tutoring, in grado di fornire spiegazioni chiare e interattive. Viene infine offerta la possibilità di interagire con dei tutor umani selezionati (la selezione deve essere lunga e seria, in effetti, considerato che il mio profilo da tutor è in standby).
Comunque, per chi fosse interessato, stanno reclutando tutor:
Collegamento con un tutor umano
Ok, qui è dove siamo davvero brillanti. Se avete bisogno di una guida personalizzata? È possibile connettersi con tutor umani provenienti da alcune università molto interessanti.
Sono super competenti e amichevoli. Sono qui per offrirvi ulteriore supporto e approfondimenti via testo o video.
Sono molto convenienti perché prendiamo il 50% di commissioni in meno rispetto alle piattaforme di tutoraggio concorrenti.
Siamo sempre in fase di reclutamento dei tutor. Quindi, se volete condividere le vostre conoscenze? Iscriviti anche tu per diventare un tutor!”.
Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)
Al termine di questo percorso guida vengono offerte 4 settimane di prova gratuita, con l’invito a sottoscrivere un abbonamento premium per sostenere anche l’accesso di uno studente in difficoltà economica.
Nel profilo studente che ho aperto in prova gratuita, questa è l’interfaccia che si presenta:
La parte più interessante da provare è sicuramente la DocChat. L’interfaccia iniziale è molto intuitiva e amichevole: TRa le lingue che possiamo scegliere c’è anche l’italiano.
Ma per un’analisi più dettagliata di pro e contro di questo strumento, vi devo rimandare ancora al prossimo post.
Il sito “Shepherd” offre una piattaforma di apprendimento per gli studenti che integra vari strumenti educativi in un unico posto. Consente agli utenti di prendere appunti, generare valutazioni di apprendimento, pianificare lo studio, e usufruire di tutor sia AI che umani. Offre due tipi di abbonamenti, uno di base e uno premium, con diversi servizi inclusi come la creazione di flashcards e quiz adattivi. Inoltre, è supportato da Y Combinator e utilizza l’intelligenza artificiale di GPT per migliorare l’esperienza di apprendimento.
Y Combinator è un acceleratore di startup molto noto, fondato nel 2005 negli Stati Uniti. È famoso per supportare e finanziare aziende nelle loro fasi iniziali, offrendo loro capitale di avvio, risorse e mentoring per aiutarle a svilupparsi rapidamente. Tra le aziende che hanno partecipato a Y Combinator ci sono Airbnb, Dropbox, e Reddit, che dimostra l’impatto significativo di questo acceleratore nell’industria tecnologica e startup.
Il coinvolgimento dell’acceleratore di startup ci fa pensare che gli studi preliminari su questo tipo di business lo indichino come promettente sul piano economico e quindi, come insegnanti, siamo chiamati a porci qualche domanda su come l’eventuale successo di questi strumenti presso il pubblico degli studenti potrà cambiare il nostro lavoro. Qui non siamo più di fronte a uno strumento di consultazione che può “fare i compiti”, rispondendo alle domande al posto dello studente, ma a un vero e proprio sistema di supporto per l’autoistruzione e l’autovalutazione.
Del resto, il sistema non si ferma alla sola prospettiva di supportare gli studenti, ma si offre anche come strumento per le scuole e le università.
Il sito “Shepherd” per le scuole offre un supporto agli studenti tramite un’integrazione di tutoraggio AI e umano per ridurre i costi del supporto scolastico e accademico fino al 50%. La piattaforma permette di personalizzare le lezioni e le valutazioni di apprendimento basate sui curricula caricati, e propone un sistema di tutoraggio che mira a migliorare i voti, la motivazione e la ritenzione degli studenti. Inoltre, garantisce l’integrità accademica e la sicurezza dei dati degli studenti.
Questo l’inizio del mio cammino di esplorazione… Il seguito alla prossima puntata.
Ormai devo ammettere pubblicamente la mia dipendenza. Quando mi succede di avere qualche compito da affrontare, la prima tentazione è sempre quella di farsi aiutare da ChatGPT 4. È accaduto, quindi, in questo fine settimana che mi sono iscritta a un corso molto interessante organizzato dal Post dal titolo “Dieci lezioni sui podcast” e, dato che sono notoriamente smemorata e non ricordo mai gli impegni se non li segno su Google Calendar, mi è venuta la tentazione di inserire il calendario di questo corso tutto in blocco, dando le date di queste dieci lezioni in pasto a ChatGPT per farmi creare il file .ics da importare su Google calendar.
Conoscete già la disponibilità e l’affabilità di questo assistente e quindi ovviamente potete immaginare con quanta cortesia ChatGPT si è dichiarato subito molto contento di potermi aiutare.
Ciao! Certo, posso aiutarti a creare un file che potrai importare nel tuo calendario Google. Copia qui l’elenco degli impegni con i dettagli specifici come data, ora di inizio e fine, titolo dell’evento, e qualsiasi altra informazione rilevante (come la descrizione o la località), e io genererò per te un file in formato iCalendar (.ics), che è compatibile con Google Calendar.
Purtroppo qualcosa è andato storto nella generazione automatica del file e quindi ho dovuto procedere seguendo le istruzioni che comunque ChatGPT mi ha dato per scusarsi dell’inconveniente nella creazione del file calendar.
Sembra che ci sia stato un problema con la creazione del file iCalendar a causa di una limitazione dell’ambiente di esecuzione. Per risolvere questo problema e procedere, ti fornirò le istruzioni dettagliate su come creare manualmente il file iCalendar (.ics) sul tuo computer. È un processo abbastanza semplice che puoi seguire con un editor di testo come Notepad (Windows) o TextEdit (Mac).
Ecco come puoi fare:
Apri il tuo editor di testo.
Copia e incolla il seguente contenuto, che rappresenta il formato base per un file iCalendar:
Mi è stato quindi fornito un un codice da copiare su blocco note avendo poi l’accortezza di salvare il risultato come punto ics.
Quindi ho seguito le istruzioni per caricare il file ICS in calendar e già pregustavo i miei 10 appuntamenti inseriti automaticamente nel mio calendario Google.
Ma i più accorti di voi sicuramente vedranno già nell’immagine soprastante la bellissima trappola in cui l’entusiasmo mi stava facendo cadere…
Il mio assistente infatti aveva creato il calendario di appuntamenti con date e orari corretti, ma… Nell’anno 2019!
Fortunatamente in un file txt il comando “trova e sostituisci” si applica in pochi istanti. Quindi, detto, fatto. Dal 2019 al 2024 in pochi secondi. Nuovo salvataggio del file .ics. A questo punto non restava che caricarlo su Calendar.
Il caricamento è facilissimo: basta andare sulla rotellina delle impostazioni in alto a destra e poi scegliere nella colonna che si visualizza sulla sinistra la voce “Importazione ed esportazione”. Sotto al titolo “Importa” abbiamo la possibilità di scegliere il file ics dal nostro computer e caricarlo. Et voilà, la magia è fatta!
Ora per assistere in diretta a tutte le lezioni del Corso dovrò semplicemente non dimenticarmi di guardare le notifiche del calendario!
abbiamo già avuto modo di riflettere più volte su quanto un assistente artificiale possa rendere più efficace e stimolante la nostra attività di valutazione, usualmente percepita come uno dei compiti più noiosi, monotoni e frustranti da parte della categoria professionale degli insegnanti di ogni ordine e grado.
Al nostro arrivo sulla home page veniamo accolti da un chatbot, con questa proposta di interazione:
Ovviamente, chiediamo di saperne di più e ci vengono proposte alcune alternative: una linea di approfondimento sull’integrazione con i sistemi LMS (tra cui spiccano Moodle e Blackboard), una più tecnica sulla disponibilità di API (al momento non disponibile, contrattabile, diciamo, su misura) e una più accademica sulla presenza di casi di studio.
Questa ultima possibilità mi sembra la più interessante da proporvi, perché si lega bene a riflessioni che abbiamo fatto in passato sulla base di esperienze empiriche anche con strumenti gratuiti. Vengono citati tre studi di riferimento: i primi due sono entrambi dell’Università di Birmingham e il terzo di JSC (l’agenzia britannica per il digitale, i dati e la tecnologia che si occupa di istruzione terziaria, ricerca e innovazione, associazione no profit). Vengono pubblicati direttamente sul sito di Graide e non ci sono riferimenti a pubblicazioni scientifiche esterne, il che riduce forse la loro attendibilità ai nostri occhi. Tuttavia, la distribuzione nel tempo (dal 2021 al 2023), ci spinge a considerare con interesse i risultati, che non sembrano frutto di un’esperienza episodica o improvvisata, nata sull’onda dell’entusiasmo e delle “mode” che anche nella pedagogia, come nella tecnologia, si manifestano spesso nel mondo che ci circonda.
Il primo articolo, del novembre 2021, viene sintetizzato così nell’abstract iniziale:
Graide di 6 Bit Education è una piattaforma di valutazione e feedback basata sull’intelligenza artificiale. Impara il modo in cui gli educatori danno il feedback in modo da non dover valutare la stessa risposta due volte. Questa ricerca ha confrontato la valutazione su carta con quella sulla piattaforma Graide per 10 domande con 172 invii per domanda. I tempi medi di valutazione si sono ridotti del 74% e il numero di parole di feedback fornite è aumentato di un fattore di 7,2. Stimiamo che un’università, con 3500 studenti STEM, che utilizza Graide potrebbe risparmiare oltre 240.000 sterline all’anno.
Viene dunque evidenziata un’utilità per i feedback nei corsi universitari, con una forte enfasi sull’aspetto economico e pratico più che su quello metodologico-didattico.
Lo studio del 2022, sempre dell’Università di Birmingham mostra in modo più oggetivo e “data driven” cosa accade utilizzando uno strumento come Graide:
46 membri del personale e assistenti didattici post-laurea hanno utilizzato Graide durante il progetto pilota, 31 hanno partecipato all’indagine e le statistiche principali del progetto pilota sono le seguenti:
Quantità media di feedback dato al compito: 55,3 parole
Tempo medio impiegato per valutare i compiti: 5,3 minuti
22532 domande classificate nel set di dati.
10197 (45.3%) Domande valutate in 0-14 secondi.
6873 (30.5%) Domande valutate da 0 a 6 secondi
254.620 parole di feedback
20.794 parole di feedback digitate (utilizzo 12,2x)
46 dipendenti hanno utilizzato Graide per contrassegnare il lavoro (31 hanno partecipato all’indagine)
Rispetto ai sistemi esistenti:
L’80% ritiene che sia più facile dare un feedback coerente
Il 71% trova più facile dare un feedback di alta qualità
Il 58% afferma che è più facile per gli studenti partecipare e ricevere feedback, il resto afferma che è lo stesso
Il 90% lo trova più veloce
Graide ha mostrato una riduzione media del 53% dei tempi di valutazione.
Il 94% degli utenti desidera continuare a utilizzare Graide.
La recensione più interessante è comunque quella del 2023, a cura dell’agenzia britannica per il digitale. In questo caso si rimanda anche all’articolo esterno al sito del produttore, proprio sul sito del Centro Nazionale per l’Intelligenza Artificiale: Graide Pilot Overview – Artificial intelligence (jiscinvolve.org) Il Centro Nazionale per l’Intelligenza Artificiale nell’istruzione terziaria (NCAI) mira ad accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale (AI) nell’istruzione. Attraverso una serie di progetti pilota e di test che permettono ai membri di Jisc di sperimentare direttamente l’implementazione dell’AI, il NCAI può valutare diversi prodotti AI e condividere i loro punti di forza, aiutando i membri a comprendere meglio in quali circostanze gli strumenti AI funzionano bene.
Il test pilota di Graide nel settore dell’istruzione superiore aveva come obiettivo studiare la domanda di strumenti di valutazione AI e verificare se Graide potesse soddisfare tali esigenze. Iniziato a marzo 2022 e concluso a gennaio 2023, il progetto si è svolto in due fasi: nella prima, nove università hanno testato Graide e sono state intervistate per scoprire l’utilità della piattaforma; nella seconda, cinque università hanno sperimentato Graide direttamente.
I feedback rilevati indicano che Graide è particolarmente efficace nell’ambito matematico, grazie a un’interfaccia intuitiva e alla capacità di dare feedback consistente, migliorando anche la coerenza del feedback fornito dai docenti. Tuttavia, Graide si è mostrato meno efficace per domande matematiche più complesse con meno risposte standardizzate e per materie meno quantitative.
Le risposte degli studenti al monitoraggio mostrano un apprezzamento per la rapidità e la qualità del feedback ricevuto tramite Graide, con la maggior parte che desidererebbe continuare ad utilizzarlo.
E se questa sintesi dell’articolo sopra linkato di Tom Moule comincia a mettervi un po’ di curiosità e vi siete persi i miei post precedenti, trovate prove ed esperimenti su www.federicascarrione.info.
Oggi vi sorprendo sostituendo al solito resoconto scritto un dialogo filmato, di cui vi prego di perdonare lo stile molto DAD e poco da podcast professionale. Si tratta di un dialogo tra due insegnanti, del resto.
La mia ospite è Luisa Broli docente di Scienze giuridiche ed economiche all’ITS Casale di Vigevano e l’ovviamente del sottotitolo si riferisce al fatto che Luisa è una bravissima formatrice che in questi ultimi tempi ha dedicato tempo ed energie allo studio e alla divulgazione sull’AI, con particolare riferimento al contesto scolastico.
Per chi ha ChatGPT 4.0 c’è una voce di menu in più nella colonna di sinistra: si tratta di “Explore GPTs”. Questa aggiunta, per quanto limitata a una voce nel menu, vi aprirà un mondo di nuove possibilità. Ho iniziato ad esplorarle da un po’ di tempo e mi permetto di farvi qui una sintesi rapida, che spero vi possa invogliare a fare esperimenti e, magari, a venire a raccontarmeli.
Intanto, cominciamo a fare il punto di ciò che avevamo fatto fin qui nei vari post della categoria “esperimenti”.
Sino ad ora, quanto abbiamo sperimentato comportava una sorta di dialogo da parte nostra con l’intelligenza generativa. Noi formulavamo richieste, ottenevamo risposte, le valutavamo e decidevamo se potevano andarci bene o no. Se non ci andavano bene, con una richiesta ulteriore e più precisa tentavamo di aggiustare il tiro.
La richiesta tecnicamente si chiama prompt. L’interazione tramite prompt è quella più comune e possiamo senza timore dire che ci è molto utile, dentro e fuori da scuola, non solo per il supporto che ci possono dare le risposte, ma anche perché in qualche misura ci costringe ad affinare le nostre capacità di porre correttamente i quesiti, di fare scelte lessicali precise e non equivocabili, di comprende le sfumature del linguaggio e pesare la qualità dei contenuti. Il rapporto tra l’input che diamo e l’output che riceviamo è una sfida che ci può arricchire e può sicuramente migliorare le nostre capacità espressive e critiche. Inoltre, il lavoro organizzato per domanda e risposta è il più veloce e il più pratico nella maggior parte delle esigenze comuni.
Ci sono, tuttavia, casi in cui la nostra cooperazione con l’intelligenza artificiale necessita di punti fermi, di approfondimenti specifici o di una serie di istruzioni ben precisa. Proprio in questi casi ci serve un Generative Pre-trained Transformer (GPT, appunto) personalizzato.
GPT è una famiglia di modelli di intelligenza artificiale sviluppati da OpenAI che sono capaci di generare testo che somiglia a quello scritto dagli esseri umani. Questi modelli sono stati addestrati su vasti dataset di testi esistenti per apprendere le strutture della lingua, stili di scrittura, informazioni su svariati argomenti, e molto altro. Una volta addestrato, un modello GPT può essere utilizzato per creare testi in risposta a prompt specifici, imitando lo stile e il contenuto dei testi su cui è stato addestrato.
Nell’area “Explore GPTs” ci vengono presentati dei GPT pubblici addestrati per scopi specifici: scrittura, produttività, ricerca e analisi, programmazione, scuola e persino una categoria “Lifestyle” che in italiano sarei tentata di tradurre con “Passatempi”, dal momento che include oroscopi, consigli di viaggio, giochi. Appartiene a questa categorie anche DALL-E, la nota intelligenza generativa che produce immagini (anche quelle che trovate in questo sito, ovviamente!).
La cosa veramente affascinante, tuttavia, è che oltre alla scoperta dei GPTs pubblici ci viene offerta la possibilità di creare i nostri GPTs personalizzati.
Il pulsante “Create” in alto a destra ci apre un nuovo mondo, in cui sperimentare un’interazione più costruita e meno condizionata dalla casualità.
Sulla destra ci troviamo un GPT builder che interagisca con noi ancora attraverso prompt, ma attenzione: questa volta no stiamo facendo una domanda, stiamo in un certo senso coprogettando il nostro assistente personalizzato.
Hi! I’ll help you build a new GPT. You can say something like, “make a creative who helps generate visuals for new products” or “make a software engineer who helps format my code.”
What would you like to make?
GPT Builder
Questo se entriamo nella scheda di default “Create”. Se invece clicchiamo su “Configure” possiamo produrre manualmente compilando i vari campi di una maschera.
Il risultato del nostro addestramento è in preview a sinistra e possiamo testarlo in ogni momento con prompt specifici per verificarne il corretto funzionamento.
Oltre a dirgli cosa vogliamo che faccia possiamo e dobbiamo fornirgli materiali ben confezionati e chiari che facciano parte del suo bagaglio di istruzione. Ad esempio, io, come insegnante, gli posso fornire una serie di dispense con dei contenuti, la descrizione dei criteri con cui elaborare una verifica e in seguito insegnargli a creare verifiche relative alle dispense che gli ho allegato. Oppure posso rendere più approfondito l’esame dei testi che hanno prodotto i miei ragazzi, rendendo più efficace e meglio strutturata l’attività di valutazione che nei post precedenti avevo iniziato a sperimentare con dei semplici prompt.
SE l’argomento vi interessa, chiedete: potrei tornare sull’argomento dettagliando meglio come ho svolto queste operazioni e quali risultati ne ho ricavato.
Per ora comincio a mettervi questa piccola pulce nell’orecchio…
Nel mondo dell’istruzione digitale, il Massachusetts Institute of Technology (MIT) rappresenta un irrinunciabile punto di riferimento per l’innovazione. Attraverso la sua Open Learning Library, il MIT mette a disposizione di studenti, professionisti e curiosi di tutto il mondo una risorsa preziosa e completamente gratuita. Questa iniziativa offre l’accesso a una vasta gamma di corsi che coprono svariati ambiti del sapere, dalla scienza alla tecnologia, dalle discipline umanistiche alla gestione aziendale. È un’opportunità unica per chiunque voglia ampliare le proprie conoscenze o esplorare nuovi campi di studio, senza il vincolo di iscrizioni o costi.
La filosofia che guida la Open Learning Library del MIT si basa sull’idea che l’educazione di qualità dovrebbe essere accessibile a tutti, ovunque nel mondo. Con questa piattaforma, l’istituto si propone di abbattere le barriere che impediscono l’accesso all’apprendimento, promuovendo un’istruzione inclusiva e aperta. Gli utenti possono beneficiare di materiali didattici di alta qualità, elaborati dai docenti del MIT, e di strumenti interattivi che favoriscono un apprendimento autonomo e profondo. Per chi è alla ricerca di opportunità di apprendimento flessibili e accessibili, la Open Learning Library rappresenta una risorsa inestimabile. Visitate la pagina su MIT Open Learning Library per scoprire di più su questa iniziativa rivoluzionaria.
Attualmente mi sono iscritta a un corso sul Design Thinking, che promette spunti interessanti sia per le attività con gli studenti, sia per l’organizzazione più generale delle progettualità scolastiche. L’esordio è molto promettente e chissà se riuscirò ad arrivare alla fine… Come si suol dire: se son rose, fioriranno!